In comunicazione, si sa, tradizionalmente, due sono gli elementi compositivi principe: l’immagine e il testo.
Tratteremo argomenti legati alle nuove avanguardie di comunicazione mirate (finalmente!) agli altri sensi: logo olfattivo, identità musicale, sollecito sensoriale. Tutte frontiere così potenti ma così poco utilizzate da portare a pensare su quanto “soliti”, già visti e poco creativi siano i modi di comunicare…
Ma torniamo alla tradizione: testo e immagine.
Il testo: così esplicativo, così intellettuale, così fascinoso in alcuni (pochi) casi, così tortuoso e poco chiaro nella maggior parte. Comunque asse portante di un vivere comune, di un comune scambio, fatto di domande e risposte, di parole e di suoni, di significati e di antiche radici nella narrazioni.
Peccato che il testo, la parola, la scrittura, la composizione, l’espressione verbale o scritta, rimandi ad un idioma, ad una “lingua”, ognuna ricchissima di sfumature uniche, complessa nella sua immersione sociale nel territorio di nascita, di sviluppo e di revisione e adattamento costante, intraducibile (nelle pieghe più raffinate) in lingue diverse, a loro volta dotate di codici e regole proprie. Sì, il linguaggio ha barriere; di segni, di suoni, di significati.
L’immagine no.
L’immagine non parla al cervello, parla al cuore.
Parla a corde emotive invisibili, viaggia su binari che modifica in viaggio per arrivare a chiunque, dovunque. È la sua poderosa forza, è la sua invincibile arma segreta. Se usata bene.
Personalmente, sono grande sostenitrice del buon uso dell’immagine che lasci spazio alla cornice di parole e di pensieri individuali, ma pur sempre densa di significato, giusta, ben fatta.
In comunicazione, ogni immagine è composta di dettagli che dicono, e se non dicono, è meglio che non ci siano, o che siano diversi: il colore, la forma, la posizione, il primo piano o lo sfondo, il soggetto singolo o immerso nell’ambiente, la luce, il calore, il buio, il taglio.
Comunicare con l’immagine sembra facile.
Ma non lo è.
Per niente.
E voi, siete per testo o immagine? Per entrambe o per l’uso di tutti i sensi? Per il silenzio potente o il rumore assordante? Per la poesia o la pittura?
La discussione è aperta.
A seguire, alcuni esempi di comunicazione senza barriere linguistiche.
Alcune potrebbero meritare, altre no.
Dipende dalle corde…

(questa è totalmente dissacrante…)